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Appena la notizia è stata diffusa dalle agenzie ha destato subito notevole scalpore. Giuliana Sgrena, l’inviata de “Il Manifesto” rapita stamane, infatti era stata a Caivano il 20 dicembre scorso per presentare proprio il suo libro “Il fronte Iraq – diario di una guerra permanente” nella biblioteca comunale. E precedentemente la stessa giornalista aveva tenuto per circa un mese una mostra al Comune di Caivano, intitolata “Oltre il Velo”, che raccoglieva le foto simbolo ritraenti delle donne vittime innocenti del conflitto iracheno e afghano.Commosso il responsabile del settore cultura del Comune di Caivano, Vito Coppola, che ha conosciuto bene la giornalista rapita. “Ho appreso con enorme sgomento il lancio d’agenzia, auspico che si attivino immediatamente tutti i canali possibili e immaginabili per riportarla fra di noi. Giuliana è una persona di enorme umanità e sensibilità nonché una giornalista seria che non ha paura di svolgere il suo lavoro in condizioni difficili. In occasione dell’ultimo incontro tenuto al Comune alla nostra domanda sui rischi di un ritorno a Baghdad ci aveva risposto che l’unico vero giornalismo è quello sul campo non dietro una comoda scrivania della redazione. Avvertiamo tutta la tragedia irachena provando un senso di impotenza, il mio cuore è con lei, è una donna forte che certamente vincerà la battaglia più difficile della sua vita”.“La notizia inattesa ci ha estremamente colpiti e gettato nello sconforto – afferma l’assessore alla Cultura Franco Palmiero -, Giuliana era in Iraq per fare il suo dovere di informazione, una giornalista sempre in prima linea. Adesso si muova la cooperazione internazionale per ottenere il suo rilascio in modo che venga restituita al più presto al suo lavoro e soprattutto ai suoi cari”.
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