|
Una mozione in consiglio comunale per chiedere alle istituzioni e alla società civile di attivarsi per la liberazione di Giuliana Sgrena, la reporter de “Il Manifesto” da dieci giorni prigioniera in Iraq. Da una settimana, inoltre, una sua gigantografia è esposta sul terrazzo del Municipio, sotto è stampata una sola parola: “LIBERIAMOLA”.Sarà presentato nella seduta del civico consesso che si terrà mercoledì prossimo (16 febbraio) alle ore 20.30 l’ordine del giorno che chiede la liberazione della Sgrena. Caivano è una città affezionata alla giornalista rapita che il 20 dicembre scorso aveva tenuto un incontro con i cittadini alla biblioteca comunale per presentare proprio un libro profetico “Il Fronte Iraq”, sottotitolo “diario di una guerra mai finita”.Ecco la mozione presentata dal presidente del Consiglio Comunale Francesco Casaburo: “Il Consesso Civico esprime forte preoccupazione e apprensione per il sequestro della Nostra amica Giuliana Sgrena, Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana, giornalista impegnata che ha sempre svolto un ruolo civile e umanitario nella trasmissione della conoscenza dei fatti e delle opinioni, condanna risolutamente quanto accaduto ed è vicino ai familiari e agli amici della giornalista. Chiede al Governo Italiano di porre in essere ogni tentativo ed avviare ogni contatto e dialogo che possa consentire la liberazione di Giuliana Sgrena nel più breve tempo possibile ed invita le Amministrazioni locali, l’Associazionismo, la Società Civile a promuovere iniziative finalizzate a far conoscere l’opera e il ruolo di Giuliana Sgrena”.Ha affermato lo stesso presidente del civico consesso: “il sequestro di Giuliana ci colpisce in maniera profonda, la relazione che fece quando presentò il libro a Caivano particolarmente viva, di chi ha visto con i propri occhi le contraddizioni della guerra, è ancora presente nella nostra memoria. L’ordine del giorno nasce, quindi, dal nostro senso di gratitudine verso chi impegna e rischia la propria vita sul campo per darci coscienza degli orrori della guerra”.
|